BIOGRAFIA

Biografia Ivano Rota è nato a Neuchatel in Svizzera il 22 aprile del 1961. Pensa di essere cresciuto con appiccicato un certo carisma… e di essere cresciuto avendo un debole… per i deboli. A giocare a pallone era un talento ma preferiva rafforzare le squadre dei brocchi. A scuola era il primo della classe finché ci è andato… poi a una certa età ha abbandonato, perché quelli come lui volevano essere “diversi”. Ha preso comunque due diplomi, uno come riparatore radio- tv e l’altro in seguito, come maestro elementare. In breve tempo si è trovato ad essere un “cappellone”. E’ cresciuto in quel clima giovanile in cui si contestava l’industrializzazione e la cultura di massa. Il lavoro fordista. E’ contro la cultura borghese e le sue istituzioni: lo stato, la famiglia tradizionale…la scuola precisamente, che ad un certo punto ha snobbato. Le cose che gli interessano infatti non le trova sui testi scolastici ma su altri libri che divora: Kerouac, Ginsberg, Corso e i Poeti Maledetti. Respira l’aria del movimento del ’77, che tanta influenza ebbe nella cultura alternativa in Italia, in particolare quella degli Indiani Metropolitani, dell’area creativa. E’ cresciuto in Brianza dove il padre ha una bottega artigianale a Cantù. Suo padre lavorava prevalentemente per conto terzi. Ivano Lo vede lavorare dalla mattina alla sera, ogni sabato e perfino la domenica mattina. Lo vede assemblare sempre gli stessi modelli di mobili che finivano perlopiù in Medio Oriente. Il padre lo vuole con lui in bottega per ingrandirsi ma lui, sull’onda di quell’incredibile movimento libertario, a quel lavoro ripetitivo preferisce un lavoro precario e saltuario. Un lavoro che gli dia la possibilità però di muoversi e di avere soprattutto tempo. Ivano ricerca tempo per sé stesso, per poter fare le cose che lo appassionano. In età da lavoro preferisce così farsi assumere varie volte come trimestrale in Poste Italiane, dove quando va male a mezzogiorno ha già finito. E’ un creativo e vuole tempo per viaggiare, per conoscere e per leggere. E’ contro corrente e fa parte di quella cultura Underground che contesta tutto. A 16 anni si è già unito ad un gruppo di giovani che passano i sabati e le domeniche, le ferie, a raccogliere rottami, carta, stracci e vetro, il cui ricavato va ai poveri del Sud-America. E’ l’Operazione Mato Grosso e quei giovani diventano per lui come una famiglia. Il pensiero e l’impegno per gli ultimi gli si appiccica da allora alla carne, e lo influenza ancora oggi quando compra un paio di scarpe o festeggia un compleanno. Con il leggere si innamora dello scrivere e col passare degli anni quella passione lo assorbe totalmente, evitandogli pericolose derive nelle quali vede cadere invece numerosi amici. Nella società di fine anni settanta e inizio anni ottanta infatti, alle richieste di grandi cambiamenti a livello sociale e culturale da parte dei giovani, si contrappone la politica delle stragi di stato e dell’iniezione nella società di fiumi di droghe. A 18 anni poi lascia l’OMG e si unisce a tre amici che lavorano il cuoio in maniera artigianale. E’ la sua prima vera esperienza di vita comunitaria, alternativa ai modelli di vita tradizionali. Vivono assieme e fanno borse, cinture e portafogli, che vendono nelle piazze in giro per l’Italia. Ma è il viaggio la vera avventura. Quello che cerca! Il viaggiare, soprattutto in autostop, alla scoperta delle città italiane e d’Europa. Il vedere le loro piazze e i loro musei, diventata la sua meta, da cui trae linfa per i suoi scritti che sempre più lo accompagnano nella vita. A vent’anni con altri quattro amici prende poi in gestione una pizzeria a Figino Serenza, “La terza caduta”, e la fanno diventare una “comune”, un centro di aggregazione sociale, culturale e di vita comunitaria. Sono gli anni in cui sperimenta la vita assieme agli altri. Sono gli anni sempre più dei viaggi e delle letture: in particolare Hesse, Dostoevskij, Victor Hugo, Stendhal e Pasolini. Il suo spirito si nutre di arte e di lotta contro le ingiustizie sociali. E’ il tempo in cui il Neoliberismo mostra tutto il suo volto avido e violento in giro per il mondo. Ivano invece di fare il militare diventa obiettore di coscienza. Fa il Servizio Civile. Sono ventiquattro mesi che divide tra il WWF in ufficio a Milano e la vita comunitaria in pizzeria. Alla fine del Servizio Civile compie un viaggio in Nicaragua per conoscere la rivoluzione Sandinista. Conosce così da vicino il terzo mondo. Quando torna trova a casa un telegramma di assunzione a tempo indeterminato in Poste Italiane. Ha uno stipendio, prende in affitto un appartamento a Giussano e va a viverci questa volta da solo. Vuole più che mai diventare uno scrittore. Vive lì qualche anno immerso nei libri. La vita comunitaria alla “Terza caduta” intanto da lì a poco volge al termine in linea con la crisi dei nuovi tempi. Così mentre si mette a studiare letteratura da autodidatta e frequenta corsi di scrittura creativa a Milano, prende da privatista la maturità magistrale. E scrive. Scrive pagine e pagine interessandosi sempre di meno di una società che vede implodere su sé stessa. E’ il tempo dell’individualismo e Ivano Inizia così ad essere attratto da altre filosofie, dalle filosofie orientali in particolare, soprattutto dallo Zen e dal Karate che gli aprono nuove strade, quella della concentrazione e del mondo interiore. Conosce Claudia che sposa e dalla quale ha due figli. Stefano nell’88 e Maddalena nell’89. E’ l’inizio della famiglia. La sua verve da scrittore la tramuta in raccontastorie per i suoi figli. Con loro giocando diventa un burattinaio, anche perché l’affermarsi come scrittore è lunga e alla famiglia occorrono sempre più soldi per mantenersi in una società sempre più esigente. Così si costruisce con l’aiuto di suo padre un teatro per i burattini e inizia per gioco a scolpire le prime teste di legno, sostituendole a quelle iniziali fatte con la carta pesta. Scrive i copioni e dipinge le scenografie e agli inizi degli anni novanta è pronto per i primi spettacoli. Nel 93 nasce la sua terza figlia, Elena. Gli anni novanta sono gli anni delle molteplici attività dove la sua creatività si concretizza: fa il burattinaio, arrivando a scolpire quasi cento burattini di legno di grandi dimensioni. Tutti pezzi unici. Allestisce 14 spettacoli teatrali, dipingendo scenari e realizzando attrezzatura di scena. Scrive i canovacci, mentre di notte si dedica ancora a scrivere racconti, un paio di romanzi e altrettante opere teatrali, per adulti. Contemporaneamente emergono sempre più le sue qualità di scultore, che si ritrova nelle mani, negli occhi, che vedono e cercano le forme. Così realizza ottimi busti su commissione, sulla base di semplici fotografie. Il suo rimuginare sociale e interiore, alla ricerca di una giustizia e di una verità poi si concretizza in sculture lignee sempre più azzardate e complesse. Nel 2001 nasce la sua quarta figlia, Letizia. Nei primi anni 2000 ha i primi riconoscimenti pubblici. A livello teatrale un suo personaggio burattinesco di nome “Truciolo”, è assunto dalla Giunta Comunale della sua città, Cantù, quale maschera-burattino ufficiale della cittadina. “Truciolo” infatti è un garzone di falegname e riprende le tradizioni legate alle botteghe di falegnameria brianzole. Ivano scrive numerose avventure burattinesche con questo personaggio. Dal 2005 fino ad oggi ha organizzato a Cantù anche un Festival Nazionale di Teatro di Figura. Come artista comincia ad essere invitato a partecipare anche a mostre collettive. Quindi realizza le sue prime mostre personali negli showroom di ditte prestigiose della Brianza come in Tecnologie d’Impresa, in Riva1920, e in FBarredamenti. A livello pittorico, la sua pittura dalle scenografie teatrali si evolve in una ricerca espressiva personale, sulla linea della Pop-Art, che per le tematiche sociali che sempre rincorre definisce come: Pitturasporca. Ivano nei suoi molteplici lavori non ricerca mai la forma o i colori per la sola bellezza, ma affonda la sua espressività in significanti sociali e umani. Nel 2011 per la Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù scrive una leggenda in occasione della giornata del risparmio: “Granello nel paese degli spreconi”, la quale viene stampata in un libricino e lo spettacolo fatto girare in tutte le sue numerose filiali. La banca brianzola poi adotta il personaggio “Granello” come propria mascotte pubblicitaria. Dal 2010 in avanti aumenta continuamente le sue produzioni pittoriche e scultoree. Realizza opere monumentali in legno Tabu su commissione: a Papa Francesco “Il giullare di Dio” e a madre Teresa di Calcutta “Una piccola matita nelle mani di Dio”. Nel 2015 realizza per la città di Cantù un Pinocchio di legno alto 8 metri che viene posto nella piazza antistante il vecchio comune. Partecipa a più scioperi mondiali per il clima con grandi installazioni in ferro, carta e gasbeton. Alla prima, raffigurante un grande mappamondo, Ivano le dà fuoco in piazza del Duomo a Milano davanti a migliaia di manifestanti. La performance viene ripresa da tutte le televisioni nazionali e ben presto fa il giro del Pianeta. Sono anni in cui partecipa con quadri e sculture a numerose mostre collettive a Milano, Venezia e Bologna. Ha riconoscimenti importanti da vari critici d’arte, tra cui anche Vittorio Sgarbi. Mancano ancora poco più di 40 anni al suo primo secolo di vita ed è convinto di dover ancora fare molto per sentirsi realizzato. MOSTRE ed eventi significativi 2009 Cantù – CO mostra itinerante presso i negozi di via Matteotti 2011 Cabiate – CO Mostra personale presso Tecnologie d’Impresa dal titolo: “Curve d’uomo” 2012 Cantù - Spazio espositivo comunale Corte san Rocco. Personale dal titolo: “Cervelli al guinzaglio” 2012 Venezia – palazzo Zenobio Collettiva d’arte 2013 Rocca d’Orcia – SI – Personale dal titolo: “Pace a prescindere”. Presso gli spazi “Progetto Rocca d’Orcia 2014 Cantù – CO Mostra personale presso la ditta RIVA1920 in occasione della festa del legno dal titolo: “Sculture per un’altra via” 2015 Cantù – CO personale presso la ditta FB Arredamenti in occasione della festa del legno2015 2015 Realizzazione del Santapollino per Shopping Design- Comune di Cantù 2015 COMO Mostra personale in S. Francesco dal titolo: “Urla dal Pianeta”. 2015 Realizza un grande Pinocchio in legno di 8 metri. Ora è posizionato stabilmente in Largo XX settembre di fronte a Villa Calvi, ex sede comunale, a Cantù. 2015 Cantù – CO Mostra personale in Corte s. Rocco dal titolo: “Natura e Artificio” 2016 realizzazione di una grande scultura in legno Tabu per Papa Francesco di 2,10m x 800kg. : “Il giullare di Dio” 2016 realizzazione di una grande scultura in legno Tabu raffigurante Madre Teresa di Calcutta di 2,15 m. x 500kg.: “Una piccola matita nelle mani di Dio” 2017 Meda -MB mostra collettiva presso Sala Civica Radio 2017 Cantù – Mostra presso la Cassa Rurale ed Artigiana 2018 Cantù – CO collettiva di scultura in occasione della festa del legno 2018 Cantù – CO festa del legno esposizione sculture presso la ditta Effebiarredamenti. 2018 Palazzo Borromeo, Cesano Maderno – MB Mostra collettiva 2018 Meda -MB Collettiva presso Sala Civica Radio 2018 Cantù – mostra presso “Gioielleria Cappelletti” 2019 Bologna collettiva presso Palazzo Fantuzzi 2019 Milano – Fabbrica del vapore Collettiva in occasione del Fuori Salone Artes 2019 Cantù, “Galleria d’arte a cielo aperto” Esposizione di quadri presso gli spazi pubblicitari della Città. 2019 Valcamonica - BR – Collettiva d’arte alla Vi. P. Gallery. 2019 PERFORMANCE GALLIANO Cantù in occasione del secondo sciopero globale per il clima 2019 PERFORMANCE PIAZZA DEL DUOMO MILANO in occasione del terzo sciopero globale per il clima (La nostra casa brucia) 2019 PERFORMANCE PORTA VENEZIA MILANO in occasione del quarto sciopero globale per il clima. (Uomo Vitruviano) 2020 PERFORMANCE PIAZZA CASTELLO MILANO in occasione del quinto sciopero globale per il clima (Giù le mani)
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