TEATRO dei BURATTINI

SPETTACOLI

Ivano Rota è il fondatore del Teatro dei burattini di Ivano Rota, che nasce ufficialmente nel 1993 col nome di Teatro dei burattini di Vighizzolo. Solo alla fine del 2002 prenderà la denominazione attuale. Fin dall’inizio i suoi burattini sono tutti di legno, scolpiti da lui stesso a mano e di grandi dimensioni in linea con la tradizione bergamasca. La passione per il teatro dei burattini nasce quasi per gioco, in casa, coi figli, e dopo essersi cimentato nella scrittura di qualche commedia per adulti. Nei primi anni Novanta, infatti, dopo aver avuto qualche esperienza con compagnie di teatro amatoriale, vede in una “piazza” un burattinaio al lavoro e decide che quella forma di teatro può fare anche il suo caso, e soprattutto che quegli “attori” sono molto meno gravati di impegni degli attori in carne e ossa.

Quegli “attori” di legno, infatti, sono subito lì pronti e a disposizione, occorre solo costruirli. Soddisfano appieno il suo dinamismo e la sua verve creativa. La fortuna vuole che si ritrovi ad avere anche come dote naturale quella della scultura, fino ad allora sconosciuta. Inoltre, essendo cresciuto un po’ in bottega col padre Giuseppe, falegname, il gioco è subito fatto.

Avendo scritto per adulti, nel teatro dei burattini la sua prima opera non poteva che ricalcare i tempi e i modi della commedia dell’arte. Inventa un personaggio proprio, di nome “Gnocco”, e lo butta sul palcoscenico accanto a Brighella, a Pantalone e a Smeraldina. “Gnocco” è così chiamato perché è nato con un bernoccolo sulla testa e per questo da tutti canzonato. “Gnocco” è un diverso. In una società che tende sempre più ad uniformare gli individui, lui vuole urlare la sua diversità, tanto che ce l’ha scolpita addirittura nel... legno. In questo periodo in “baracca”, accanto a Ivano Rota troviamo aiutanti come Rinaldo Colombo e Sergio Cattaneo, amici d’infanzia.

Le maschere, quindi, fin dal suo primo esordio come burattinaio, cominciano ad essere una presenza costante nei suoi spettacoli e una ricerca-studio per la creazione di un proprio personaggio, ancora più consono al suo pensiero, e soprattutto – perché lo esigono i tempi – in grado di riprendere le tradizioni della propria terra: la Brianza. E’ così che nel gennaio del 2000 nasce Truciolo, burattino della Città di Cantù e della Terra di Brianza. Con “Truciolo” il burattinaio aggancia il suo tempo con i valori della tradizione; o, come dopo sette anni giungerà a dire l’assessore alla cultura del comune di Merate, Gabriella Mauri, insignendolo di una “laurea” in scienze burattinesche: “Per aver, con intelligenza, saputo inserirsi nella pura tradizione popolare dando vita al personaggio di Truciolo”. “Truciolo” è un eroe popolare, è il personaggio emblematico di questa terra: è il falegname! E’ il garzone di bottega che tutti possono riconoscere, perché a Cantù come in Brianza tutti hanno avuto un papà, un fratello o uno zio falegname. L’unico sforzo che la nostra mente deve fare per comprendere questo è associare l’idea dell’eroe con quella del falegname. Ma è subito fatto. I falegnami della nostra terra sono stati i veri nostri eroi; quelli che hanno trasformato il nostro mondo fatto di stenti e privazioni, come poteva essere quello della realtà contadina della mezzadria dell’800, in una società ricca ed efficiente, nella quale i nostri figli hanno potuto crescere sani, studiare e formarsi nei valori umani.

Oggi “Truciolo”, a suon di spettacoli e avventure sempre nuove, è conosciuto da ogni bambino della città di Cantù. Il personaggio è piaciuto, l’eroe – il falegname - ha centrato nel segno! Infatti, dopo lo spettacolo è accarezzato, è toccato, quasi i bambini cercassero anche con questo senso una prova del suo essere vivo. Per i bambini Truciolo è veramente vivo, parla a loro, li fa sorridere. E loro riconoscono la sua voce. All’esordio di “Truciolo”, nel 2001, in “baracca” “passa” il nipote Diego e si affaccia una figura che poi rimarrà fedele a lui per numerosi anni: Adelino Terranno.

“Truciolo” da allora ha preso sempre più ad uscire dalla sua bottega ricca di gag ed è diventato interprete di storie e leggende della Brianza e del lago di Como; storie in difesa dei valori tradizionali più profondi che sono universali. Con Adelino Terranno, Ivano Rota mette in scena sette nuove avventure. Intanto anche la moglie Claudia sempre più spesso si vede in “baracca” ad aiutarlo e solo con lei metterà in scena due avventure. Occasionalmente poi anche il figlio Stefano e la figlia Maddalena proveranno a dargli una mano e in maniera egregia. Quindi sarà la volta di Elena. Col tempo i progetti si allargheranno sempre di più e sarà aiutato in alcuni periodi anche da Monica Cancelier, Fabrizio Biffi e da Simona Galli. Poi la sua spalla fissa diventerà Nino Franchi che lo aiuterà anche nella costruzione di numerose attrezzature di scena. Le musiche invece, di tutti i suoi spettacoli saranno scritte magistralmente da Michele De Duonni che interpreterà coi suoni i vari personaggi che compaiono sulle scene. Nel 2002 nasce anche l’Associazione Culturale Teste di legno per il mondo, un gruppo di amici amanti del teatro e dei burattini, della quale Ivano Rota è il Presidente. Dal 2006 è socio UNIMA, Unione Internazionale della Marionetta.

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