SPETTACOLI E TRAME

{cmp_start idkey=7864[url=http%3A%2F%2Fwww.ivanorota.it%2Fjoomla%2F2-non-categorizzato%2F46-storie.html][title=SPETTACOLI+E+TRAME][desc=]}

Truciolo al villaggio degli Elfi

I simpatici Elfi stanno allestendo il villaggio di Natale dove tutti i bambini presto giungeranno a ricevere ancora antichi giocattoli di legno. Il villaggio è un luogo meraviglioso, quasi incantato, nel quale si respira ancora un‘atmosfera genuina fatta di sinceri valori. Gli elfi hanno costruito anche la casetta delle favole, nella quale i bambini potranno ascoltare storie antiche, raccontate nientemeno che da Babbo Natale in persona. Nel villaggio sono custoditi per i bambini anche dei bellissimi animali che nascondono un segreto: parlano.

Un individuo di pochi scrupoli, un affarista, attratto unicamente dalla sete di guadagno vuole però trasformare questo frequentatissimo villaggio in un luogo dove approfittare della presenza dei bambini: vuole introdurre macchinette da gioco a soldi, vuole sfruttare gli animali che parlano facendoli diventare un’attrazione a pagamento, vuole in fine imprigionare il vero Babbo Natale...

Ma gli Elfi e Truciolo...

Truciolo a Milano

E’ lo spaccato di una famiglia brianzola: dagli albori della vita artigianale fino alla creazione dell’ Azienda, attraverso l’arco di più generazioni.
Intorno al 1850 alcune famiglie che come le altre erano dedite al lavoro della campagna, iniziarono a dedicarsi alla lavorazione del legno.

Pur rimanendo legate ai campi e ai lavori agricoli, queste famiglie, da padre in figlio, presero sempre più a specializzarsi nella fabbricazione dei mobili. Ben presto nacque l’esigenza di portare altrove il frutto del loro lavoro e la piazza di Milano, con tutti i suoi benestanti, fu un facile richiamo.

Questi uomini, dal carattere individualista e un po’ ritroso, caricati i mobili sul carretto si avventuravano per boschi e campagne fino a raggiungere la grande città. Spesso però furono preda di briganti lungo la via o, una volta arrivati a Milano, divennero una facile preda di “intermediari” senza scrupoli, che anteponendosi ai ricchi signori, si intascavano tutti i guadagni lasciando a loro solo le briciole…finchè non pensarono a costruire in Brianza le Esposizioni Mobili.

Re Artù, Lancignocco e il pentolone magico

Gnocco alla ricerca del Santo Graal. Avvincente avventura che mette di fronte il nostro simpatico eroe - nei panni di Ancillotto - al terribile Mondred che mira alla corona d’Inghilterra. Il simpatico Merlino è al centro della scena col suo pentolone delle pozioni nel quale accadono cose incredibili. Artù e la regina Ginevra cadono nel tranello orchestrato ai loro danni da chi li vuole giù dal trono, ma il Santo Graal alla ricerca del quale il re aveva istituito la celebre Tavola Rotonda, appare all’Ancillotto in una scena suggestiva assicurandolo che guiderà lui la sua spada.

Il nostro Gnocco così, nelle vesti dell’Ancillotto ingaggerà un feroce duello con il terribile drago del Nord e poi nella disputa finale con Mondred, che già si era cinto la testa della corona strappata ad Artù. Per finire dovrà fare i conti anche con uno scheletro padrone del castello di Camelot. Tutte le scene sono accompagnate da due simpatici giullari della corte

Spettacolo adatto a tutti.

Esigenze tecniche:
Presa di corrente: 220v.
Se lo spettacolo viene organizzato al chiuso: altezza sala: 3,00m.

La leggenda dei santi

Si tratta dell’antica leggenda dalla quale nasce il comune della cittadina brianzola. Si racconta che nell’alto Medioevo i Conti Coiro di Turbigo possedevano anche un gran palazzo a Milano. I due fratelli Coiro, Aimo e Vermondo,vi trascorrevano la loro esistenza tra feste e banchetti, dissipando la loro vita in piaceri e vestiti di lusso.

Un giorno, come tanti altri,decisero di andare a caccia nella vicina Brianza. Ma un branco di cinghiali feroci come leoni, assalirono i due conti che scapparono per le boscaglie finchè non videro lontano una chiesetta dedicata a san Vittore. Trovandola chiusa, salirono su due alti lauri lì presenti, pensando così di avere salva la vita. Ma ben presto vennero circondati dalle belve feroci che con le loro zanne stavano per divellere le due piante. Fu così che al colmo della disperazione, vedendo bene in faccia la morte, avvenne la loro conversione.

Come segno di ringraziamento a Dio per avere avuto salva la vita decisero di costruire là un monastero e di servire Dio per il resto della loro vita, dopo avere dato tutti i loro averi ai poveri. Attorno al loro monastero iniziò così a formarsi un piccolo borgo che col tempo divenne il comune di Meda.

La fattucchiera Pietrina, burattino della Vallassina

Il Generale Bartolomeo Colleoni che comanda l’esercito dei veneziani, per aggirare l’accerchiamento dello Sforza sulla città di Milano, decide di fare arrivare agli abitanti della città derrate alimentari per la via dei monti. Scendendo dalla Valsassina, tagliando per Bellano fino a Mandello, avrebbe attraversato il lago e poi su per i monti della Vallassina: qui avrebbe trovato aiuto dai vallassinesi che erano stanchi di vedersi spogliare dei loro foraggi e delle loro derrate dalle truppe Sforzesche.

Qui inizia la nostra storia...

Dei fatti alquanto strani e inspiegabili si legano a questo avvenimento. Ciò che successe su per i nostri monti, al transitare del convoglio, in parte è del tutto documentato nelle cronache del tempo ma in parte venne tramandato oralmente o sospirato con circospezione, sempre facendo bene attenzione a chi fosse lì presente. Questo proprio perché non venisse divulgato a estranei cose proprie di quei monti che altri, non avvezzi a quei luoghi, avrebbero potuto fraintendere.

Oggi, essendo lontano quel tempo e ritenendo oramai cambiati gli usi nonché le credenze della gente, si è reputato di narrarle proprio come là si svolsero senza tralasciare alcun particolare, perché riteniamo ogni lettore in grado da sé di discernere la realtà dalla superstizione.

I promessi sposi

1° Bravo: Signor curato... lei ha intenzione domani di sposare un certo Renzo Tramaglino con Lucia Mondella?
Don Abbondio: Ma, io non c’entro, sono loro che combinano i pasticci e poi vengono da noi curati a sistemare le cose...
1°Bravo: Questo matrimonio non si farà o chi lo farà...
2° Bravo: O chi lo farà avrà tagliata la testa o un buco in fronte!

Inizia così lo spettacolo realizzato con ben 30 burattini di legno scolpiti a mano come vere opere d’arte ed arricchiti con costumi d’epoca. In un grande teatro dei burattini l’opera letteraria si presenta in uno spettacolo d’animazione interattivo, coinvolgente ed entusiasmante nel quale il “messaggio cristiano” del Manzoni è colto nella sua semplicità, soprattutto attraverso la vicenda rocambolesca di Renzo e Lucia.

Lo spettacolo dei burattini si svolge in cinque scene maggiori. Grandi fondali dipinti a mano ambientano i luoghi del celebre romanzo, conducendo gli spettatori dalle pendici del Resegone al convento della monaca di Monza; dalle stanze del castello dell’Innominato alla Milano prima e dopo la terribile peste. Inoltre da queste scene principali si aprono interni essenziali, punti cardini della vicenda, quali la casa di Don Abbondio, quella di Lucia e di Don Rodrigo, il convento della monaca di Monza e la casa di donna Prassede a Milano. Quasi trenta personaggi animeranno questi luoghi portati per mano dal “Manzoni in persona”, che farà da narratore tra le scene e le burrascose vicende.

I principali personaggi del romanzo vengono presentati nello spettacolo nei loro tratti salienti. Don Abbondio, Perpetua, Renzo e Lucia, Agnese, Fra Cristoforo, don Rodrigo, il Griso, il Nibbio e l’Innominato; la Monaca di Monza, i Lanzichenecchi, donna Prassede e poi i Monatti e i cittadini della città di Milano.
E come collante del tutto l’autore di queste vicende: Alessandro Manzoni

Granello nel paese degli spreconi

“Granello”, il protagonista dello spettacolo, in questa avventura tra la favola e il reale racconta al pubblico in maniera esasperata, la vita in un paese totalmente in balia della civiltà dei consumi: spreco e superfluo vi regnano imposti addirittura per legge e naturalmente condizionano in tutto gli abitanti facendo vivere loro unicamente un genere di vita, quello consumistico.

Nel prosieguo di questa avventura a forte presa emotiva, Granello, solo grazie all’incontro in questo “Paese degli Spreconi” di un “vecchio saggio”, sottrattosi per intelligenza e coscienza a questa mentalità consumistica e quindi depositario ancora di una moralità innocente che ha rispetto e attenzione della Terra e della Vita, riuscirà a vedere e ritrovare la vera essenza di sé stesso. Granello grazie al “Vecchio Saggio” apprezzerà infatti il valore del non sciupare, rendendosi conto che sotto tutta l’eccessiva abbondanza di questa società dei consumi manca la Felicità.

E’ un tema di chiara attualità che rappresenta attraverso uno spettacolo la crisi del nostro sistema sociale ed economico e vuole trasmettere nel suo piccolo, ai nostri ragazzi e di conseguenza alle loro famiglie, il valore, il “Far Tesoro di Granello”!

L'eroe dei due laghi: ovvero, la vita di Andrea Brenta, patriota

Andrea Brenta, nato a Varenna sul ramo lecchese, quindi residente in San Fedele Intelvi e lì, in primo luogo, in lotta contro l’invasore Austriaco, è stato un eroe del nostro Risorgimento e del lago di Como, nonchè di quello di Lugano. Divenne una autentica “primula rossa” del nostro Risorgimento, braccato in continuazione dall’esercito austriaco, infine catturato e fucilato in piazza Camerlata nell’aprile del 1849.

Egli fu l’uomo dei due laghi, capace com’era di ingaggiare contro gli austro-ungarici inseguimenti a rotta di collo tra i laghi di Como e quello di Lugano. Sostenuto dall’esempio e dalle idee di Giuseppe Mazzini, sollevò la gente del lago di Como contro l’invasore.

Questa avventura è presentata con 10 burattini di legno. Accanto a lui troveremo Giuseppe Garibaldi, il Mazzini e Carlo Alberto, facendoci assaporare tutta la storia di quel periodo così importante per il nostro paese.

Truciolo e le maschere del carnevale: ovvero come Truciolo riuscì a diventare una maschera

In una vecchia bottega della Brianza un garzone è alle prese con porte ed armadi, ignaro che nelle terribili tenebre la vecchia strega Angiò si crede l’essere che può decidere le vicende che appaiono sulla Terra.

Angiò curiosa del futuro viene a sapere dalla sfera magica che Truciolo, il garzone di bottega, è lì lì per entrare a far parte del gruppo delle maschere della Tradizione e decide di andare sulla Terra a bloccarne il successo. Truciolo nel frattempo,dopo aver messo insieme un armadio in qualche modo sotto gli ordini del burbero padrone di bottega, lo porta al castello dei Pietrasanta ad Arlecchino,che glielo aveva commissionato. Truciolo è felice perché avrà la possibilità di conoscere finalmente anche personaggi famosi come Pantalone, Gioppino e l’Arlecchino appunto.

L’avventura è ricca di colpi di scena: da una parte Truciolo dovrà stare attento ai tranelli della strega Angiò che arriverà a trasformarlo anche in un rospo e in un asino, dall’altra dovrà vincere la diffidenza e la superbia delle maschere già conosciute in tutto il mondo che cercano di escluderlo dalla loro sfera sociale. La fortuna è dalla sua parte: la vecchia strega verrà ricacciata nelle tenebre e Truciolo verrà accolto di diritto nel gruppo delle maschere già conosciute avendole salvate dai guai in cui si erano trovate.

Spettacolo di burattini tradizionali in legno. Durata 50 minuti.

Truciolo e la sirena del lago

E’ un’altra avventura di Truciolo, nella quale il simpatico garzone di bottega si dà da fare per trattenere sulle rive del nostro lago la bellissima Sirena, che il racconto vuole che si sia lì fermata affascinata dalla bellezza della nostra Terra e dalla purezza delle sue acque.

Ma chi la vuole allontanare da questo paradiso? Chi è quell’essere tanto malvagio e senza sentimento che vuole privarsi di tanto splendore? E’ l’inquinamento, è l’acqua sporca e l’aria cattiva: la leggenda vuole che una Sirena non può stare laddove la natura soccombe e imbruttisce!

Nello spettacolo la causa di tutto ciò è opera del Diavolo - personaggio di casa nel Gran Teatro dei Burattini - che Truciolo dovrà affrontare per trattenere vicino a sé una presenza così singolare e gradita.

Spettacolo di burattini i tradizionali della durata di circa 50 minuti.

Truciolo e il compasso di Einsten: ovvero come Truciolo potè lanciare la moda del curvato nell'arredamento

Nel 1905 a Como, a Villa Olmo, si svolge un grande congresso internazionale di arti e di scienze. Famosi scienziati da tutto il mondo nei giardini a lago dell’ incantevole villa, danno enfatiche dimostrazioni delle loro ultimissime teorie in campo scientifico davanti ad uno stuolo di curiosi cittadini. Applausi e riconoscimenti anche da parte della gente profana, accompagnano le complesse spiegazioni.

Tra la gente comune vi è anche Truciolo, incuriosito da tanto sapere scientifico. D’un tratto, risa e sberleffi creano del panico: uno scienziato di nome Einstein da tutti pare burlato. Egli, davanti ad un grande foglio bianco, con uno strano compasso aveva tracciato delle orbite perfette degli elettroni attorno al loro atomo. Era intento nella propria spiegazione quando uno,poi un secondo e un terzo scienziato presero a deriderlo e a dargli del matto e a ripetergli che ciò che diceva a loro, luminari della scienza ufficiale, era totalmente incomprensibile.

Einstein indignato, alla fine contrariato prende il foglio delle sue ellissi e lo strappa, lo getta ed impreca tanto che neanche le preghiere della sua compagna Mileva riescono a dissuaderlo dalla sua decisione: se ne sarebbe andato e mai più ritornato.

Camminano Einstein e Mileva e giungono sino in centro a Como, mentre sono seguiti da Truciolo che nel frattempo aveva salvato lo strano compasso del quale era stato affascinato. Einstein affermando che mai più avrebbe fatto lo scienziato, tira fuori il violino del quale andava matto e si mette a suonare, intanto che chiede alla gente qualcosa per cenare.

Truciolo ascolta quella sua struggente melodia e gli confessa tutta la propria ammirazione per quanto aveva detto e soprattutto, per il compasso, che scopre, lì per lì, che era stato anche dallo scienziato ideato. Di tante lodi e tanti encomi ricopre Truciolo il nostro Einstein, che questi si compiace e di lasciare la scienza più non pensa e anzi, per dimenticare l’accaduto dal noto falegname è consigliato ad intraprendere un bel viaggio sul lago e ad amoreggiare.

Col battello solcheranno il nostro lago,Einstein e Mileva fino alla Villa Carlotta e ammireranno la nostra terra, così che rimarrà scritta negli annali questa loro presenza. Non in ultimo Truciolo predirà allo scienziato il premio Nobel tanto meritato e felice col suo compasso, regalatogli dallo scienziato, torna in bottega e si dà un gran d’affare per costruire tavoli e specchiere dalla forma ovale.

Truciolo e il lupo

E’ l’avventura di Truciolo nella quale la poesia la fa da padrona.

Si tratta di una antica leggenda ambientata sul lago di Como, precisamente a Torno. L’animale, ultimo superstite della sua razza, insidiato da un terribile cacciatore troverà nel nostro eroe un valido aiuto, un salvatore. Chiamato sulle terre del lago dalla vicina Brianza, Truciolo approda nella piccola Torno a bordo di una lucia.

Nei boschi, che scendono a picco sul lago, ingaggerà la sfida col cacciatore Magaldo il quale imprigiona tutti gli animali: uccellini, scoiattoli ecc.. e vuole anche imprigionare il lupo. Si serve di trappole, anche magiche, dategli da sua cugina, la strega della Val Cavargna.

Truciolo con l’aiuto dei bambini, veri protagonisti della leggenda, alla fine riuscirà a liberare la natura da tanta malvagità e a trasformare la paura per l’animale in simpatia e amore.

La leggenda si conclude con il lupo che ha salva la vita e con le carezze che i bambini daranno al dolce animale.

Spettacolo in burattini tradizionali in legno. Durata 50 minuti.

Esigenze tecniche: 220 v. Se viene effettuato al chiuso, altezza sala: almeno 3 metri.
Joomla templates by a4joomla